Maltempo, telelavoro e videoconferenza

Maltempo, telelavoro e videoconferenza:


Chi mi segue sa che metà del mio tempo lo passo a lavorare in viaggio, tra clienti da vedere, conferenze a cui partecipare, eventi e altro. Questa settimana caso ha voluto avessi deciso di lavorare da casa, senza appuntamenti altrove.


Col susseguirsi delle notizie sulle avverse condizioni meteo, son cominciati a piovere messaggi su Twitter e altri social network di disagi nel raggiungere il posto di lavoro, nello spostarsi in treno e nel viaggiare. Questa volta ho potuto seguire il tutto da casa, lavorando come una settimana qualsiasi, tenendo contatti e valutando nuove attività grazie a email, Skype, telefono e videoconferenza.


L’esperienza di questa settimana mi rafforza nella convinzione che la strada da perseguire per lavorare meglio ed essere più felici, certamente nel mio caso ma non solo, è quello di usare i mezzi di comunicazione avanzata di cui disponiamo, riducendo al minimo gli spostamenti solo in occasioni veramente necessarie. Lavorare a distanza si può e c’è chi, come Cristiano autore dell’immagine di cui sopra, testimonia che la produttività può persino aumentare!


Perché dover vedersi di persona per una riunione di un’ora, spostandosi, spendendo soldi e impiegando tempo, quando la stessa riunione si può svolgere collegati via internet in videoconferenza, gratis? Questa settimana ho rilasciato due interviste in video da Skype, ho realizzato una riunione con un cliente sempre in video con Skype, ho intrattenuto altre conversazioni al telefono, oltre a gestire le mie attività online come al solito.


L’emergenza neve (che d’inverno, non dovrebbe essere considerata una emergenza!) potrebbe (dovrebbe!) farci capire che la comunicazione a distanza andrebbe sfruttata meglio e di più, facendo risparmiare a tutti tempo, energia, denaro, anche quando le strade sono praticabili e i treni viaggiano (in ritardo!).


Serve un piccolo cambio di mentalità, basterebbe provare e sforzarsi un po’ di sperimentare strade che altrove sono già largamente battute, proprio per ridurre i costi, lavorare meglio ed essere più produttivi. Non solo è finita l’epoca del posto fisso, ma dovremmo metterci in testa che è finita anche l’epoca dell’ufficio e della scrivania fissa e immobile, almeno per i lavoratori della conoscenza.


Non per nulla c’è chi ha coniato il termine knowmads, fusione delle parole inglesi conoscenza e nomadi. Non è una eresia, è il futuro.


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